Dopo i primi 1000 km percorsi in monoruota (InMotion V10F)...
- Da dove partivo. La mia intenzione era di comprare un monoruota "per imparare", e che dopo aver "imparato" avesse ancora abbastanza potenza e autonomia da non farmi venir voglia di comprarne uno più potente. Tutto sommato col V10F ci ho indovinato. Dopo tre frustranti pomeriggi finalmente familiarizzavo con la guida. Dopo un mese di miglioramenti e divertimento mi sono azzardato a uscire per strade pubbliche, sia pure in orari in cui era tutto deserto. Dopo un altro paio di settimane ho fatto un larghissimo giro di 45 km tutto su strade pubbliche (comprensivo di salite e discese alquanto ripide, più lunghi tratti affrontati a 32-34 km/h), sia pure in tarda sera quando il traffico stradale era quasi assente. Da allora lo considero non più un simpatico giocattolino ma un mezzo di trasporto letteralmente trasportabile (me lo son portato in treno più volte per usarlo una volta giunto a destinazione). Gli unici due motivi che mi farebbero venir voglia di comprare un nuovo monoruota sono l'ammortizzatore (le ruote senza ammortizzatore, come il V10F, sono comode solo su strade lisce e ben asfaltate) e la velocità massima raggiungibile (che però serve solo sui lunghi tratti rettilinei e ben asfaltati), cioè due cose che dipendono dallo stato un po' penoso delle strade delle mie parti. Intanto, quanto a prestazioni, durata della batteria, maneggevolezza, sono ancora più che soddisfatto.
- Apps smartphone. Ho avuto bisogno dell'app ufficiale InMotion praticamente solo per inizializzare la ruota il primo giorno; ho usato l'apps EUC World sullo smartwatch full Android, ma posso benissimo uscire senza (il mio cellulare SailfishOS al momento non è compatibile con entrambe le apps): una volta configurata la ruota la prima volta (velocità massima "45 km/h" sebbene il firmware della V10F limiti in ogni caso a poco meno di 40; poi ho impostato il volume casse audio della ruota al 12% perché non voglio rumori molesti né in marcia né da fermo), basterà il tastino ON/OFF della ruota (col quale, in combinazione col tastino disattivazione motore sotto la maniglia, si può anche accendere il faro anteriore e i kitsch LED laterali): si può viaggiare anche senza telefonino (dopotutto non mi piace dover dipendere da apps). Non si sente la mancanza di "intelligenza a bordo" (touchscreen e gadget vari). Durante il viaggio, le uniche cose importanti che serve sapere sono la percentuale di carica della batteria e la temperatura (se eccessiva) della board controller. La velocità, dopo un migliaio di chilometri, è una delle cose che non interessano più, ci si abitua alle caratteristiche della ruota, non si ha più bisogno di "misurare". Il chilometraggio totale (e della giornata) interessano solo una volta rientrati a casa ("quanta strada ho percorso oggi"). La temperatura del controller interessa solo quando si è nei pressi di "surriscaldamento" (che costringerebbe a fermarsi per qualche minuto), ma fino ad oggi non ho mai visto più di 55 gradi, anche durante questa calda estate. Insomma, durante il viaggio interessa solo il livello di carica della batteria (e le "cinque tacche" luminose sul V10F sono più che sufficienti, anche se avrei preferito un display a LED con la percentuale 00%-99%).
- Accelerazione e frenata. L'ho usato sempre in modalità commuting (mai in modalità sport/offroad o come si chiama). Valori rispettabili e soddisfacenti; non si può fare la fuga fulminea dal semaforo verde o su una salita ripida, ma ha comunque abbastanza salute per affrontare tutti i tipici scenari cittadini e collinari e anche "riprendersi" in condizioni difficili (quella volta che stai per cadere lateralmente, dai un colpetto di schiena e ti rimetti in piedi perché il motore poteva dare abbastanza trazione). Affrontare - sia pure non velocemente - un ripido cavalcavia e scendere dall'altro lato (altrettanto ripido) "frenando" a sufficienza da potersi fermare in qualsiasi punto, è qualcosa che non fa rimpiangere di aver preso il V10F "con motore da 2 kilowatt" (in realtà è raro superare i 1300-1400 watt, o usare di spunto più di una quindicina di ampere) anziché il V8F "con motore da 1 kilowatt". E poi c'è il bello della ripresa: poter scansare ostacoli frenando e ripartendo subito, quei cosiddetti "2 kilowatt" si sentono. Voto: 7+.
- Velocità. È l'ossessione di tanti, che dimenticano che ci vuole asfalto liscio come un tavolo di marmo per andare tranquilli (il V10F si è beccato brutti voti in certe recensioni da parte di monoruotisti che volevano scattare fulminei anche a batteria scarica). Nella vita reale la velocità conta solo su strade perfettamente piatte. Un tombino che scenda sotto il livello stradale di un solo centimetro è un problema, se stai sopra la ventina di km/h. I chiusini sono un vero incubo perché talvolta scendono anche di due centimetri e più. Rappezzi e piccoli avvallamenti possono procurare, se affrontati senza concentrazione, tragiche cadute. In mille chilometri ho preso una sola caduta (con poche conseguenze perché indossavo gomitiere e ginocchiere, e ormai uso sempre anche polsiere e casco), dovuta ad un tombino fognature affrontato distrattamente, e mi sono risparmiato cento cadute per tombini, cunette e chiusini orrendi ma affrontati rallentando e con concentrazione. Certo che con un lungo rettilineo libero dispiace un po' essere limitati a 32-35-37 km/h, ma... è una sensazione che si prova solo sui lunghi rettilinei liberi e perfettamente asfaltati (cioè una sensazione non frequente dalle mie parti). Il depliant del V10F vanta 40 km/h ma è raro superare almeno i fatidici 37,2 km/h (sarà che peso più di 80 kg senza contare abiti, casco e zainetto); ho visto solo una volta i 38 in diretta con EUC World. Spassosissimo far mangiare la polvere alle fat bike limitate a 30 km/h. E quando i 125cc 4 tempi con due giovincelli a bordo azzardano un inseguimento, devono andare a tutta manetta per un tratto non banale prima di raggiungermi e faticosamente superarmi. Voto: 6+ se si vuole far scena in piazza il sabato sera, 7 se si considera l'utilizzo reale, 3+ se le strade fossero tutte perfettamente lisce.
- Potenza. È una ruota da commuting, da "ultimo miglio" ("miglio" si fa per dire: decine di chilometri di autonomia), cioè ha abbastanza salute da affrontare salite lunghe e anche un po' ripide (esempio: ci ho fatto agevolmente la Panoramica a ~20 km/h, una salita di 2,5 km con 123m di dislivello). Eroga il massimo della potenza quando la batteria è al di sopra del 64%-65%, dopodiché ammorbidisce la curva di erogazione (per cui in pianura si possono ugualmente fare più di 30 km/h anche col 20% di batteria, a condizione di accelerare più dolcemente, senza dar "spallate"). Voto: 7+ in uno scenario reale (partendo con almeno il 95% di batteria) oppure 6+ se si sta tornando a casa col 40% scarso di batteria. Non è adatta per scalare montagne di mille metri con ripide salite, ma magari con un po' di attenzione ci si potrebbe riuscire senza incappare troppo nella sopracitata politica di erogazione potenza. Da notare che monoruota di altre marche hanno una "politica" molto più ottimista (per esempio hanno la curva di scarica celle fino a 3,15V anziché fino a 3,4V del V10F), cosa che invecchia le batterie più velocemente e aumenta pure il rischio di cut-off.
- Durata della batteria. Sui depliant vantano numeri esagerati (90-100 km con guidatore da 70 kg a velocità costante di 20 km/h in pianura) ed ovviamente il valore reale è circa la metà. Nel mio caso, partendo dal 100% e fermandomi solo quando la batteria risultava completamente scarica ("pedane inclinatissime"), ho fatto 62 chilometri, quasi tutti in pianura ma a velocità frequentemente sopra i 30. Oppure, sempre partendo dal 98-99%, dopo un largo giro cittadino di 45 km nei paesetti qui intorno - con parecchi dislivelli e lunghe salite - avevo ancora il 20% di batteria. Voto: 8+ e sono stato anche severo, perché par sempre di potersi ancora permettere "un altro giretto in più" prima di tornare a casa. Niente male per una batteria di 80 celle che pesa solo quattro chili (dei 20,6 kg totali del V10F).
- Consumo del battistrada. Come da foto allegata, comincia finalmente a notarsi. Del migliaio di chilometri percorsi, meno di una ventina li ho fatti fuoristrada. La gomma è stata comunque stressata dalle imperfezioni stradali (buche, avvallamenti, rappezzi, sampietrini, basolati...). L'intuito mi dice che se continuo a non fare off-road, durerà almeno altri tremila o quattromila chilometri, prima di dover spendere poche decine di euro per cambiare pneumatico e camera d'aria. Utilizzo ancora una pressione di 2,30-2,35 bar (il default di 2,80 serve per i soggetti di grossa stazza, diciamo superiori ai 100 kg di peso, e che a me che sono un peso piuma di 85 kg quei 2,8 bar sembrano troppo duri ogni volta che non sto su asfalto perfettamente piallato). Voto: 7+.
- Voglia di upgrade? Le condizioni delle strade mi fanno desiderare una ruota ammortizzata (più per sicurezza che per comodità) e magari con una velocità massima maggiore (solo per quelle poche strade abbastanza piatte; l'ammortizzatore non fa miracoli se il fondo stradale è una ciofeca). Il candidato ideale al momento sarebbe l'InMotion V11, che però ha lo svantaggio di pesare 27 kg (ed è già una fatica tirar su per due rampe di scale i 20,6 kg del V10F), e pure lo svantaggio di costare un paio di migliaia di euro (quasi il doppio del V10F). E pensare che ci avevo già pensato a ottobre 2020 (immagine a lato: ne parlavo con un amico). Non ho ancora maturato simpatia per i monoruota Kingsong (sarebbe lungo spiegare qui i diversi motivi), e ne ho ancor meno per le altre marche. Non avverto il bisogno di un monoruota "esagerato" (non è che uno va scalando montagne in monoruota ogni week-end), e comunque già adesso non conosco troppi posti dove avventurarsi senza attirare troppa attenzione e senza sfidare la fortuna.

